Legislazione del lavoro

La normativa italiana in materia di diritto del lavoro è divenuto un fattore incentivante per gli investitori stranieri.

Il decreto legislativo 276/2003, conosciuto come legge Biagi, ha introdotto importanti cambiamenti nel diritto del lavoro, volti ad aumentare la flessibilità del mercato ed a ridurre la disoccupazione.
In particolare sono previsti nuovi tipi di contratto per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e aumentare così l'occupazione.

Tra essi:

  • Job on call (lavoro a chiamata o intermittente): consente a un'azienda di convocare il lavoratore in qualsiasi momento, se lo richiedono particolari esigenze produttive. Il lavoratore che si è impegnato a rispondere alla chiamata ha diritto, oltre naturalmente alla retribuzione per il lavoro svolto, a un'indennità di disponibilità nei periodi in cui non viene chiamato a svolgere alcuna prestazione. Peraltro durante i periodi di disponibilità il lavoratore non ha diritto agli altri trattamenti riconosciuti ai lavoratori subordinati.
     Il ricorso al lavoro intermittente, oltre che per esigenze produttive, può essere utile per facilitare l'ingresso nel mondo del lavoro dei disoccupati con meno di 25 anni e il reinserimento dei lavoratori di età superiore ai 45 anni espulsi dal ciclo produttivo.
  • Job sharing (lavoro ripartito): un'unica prestazione di lavoro viene condivisa tra due o più persone, le quali prestano la loro attività in momenti diversi della giornata (part-time mattino e pomeriggio) o lavorando ciascuno per un certo numero di giorni la settimana o ancora alternandosi per una settimana ciascuno. Tutti sono comunque responsabili per la prestazione totale. Salvo diverso accordo la risoluzione del rapporto di lavoro da parte di uno solo dei sottoscrittori comporta l'estinzione dell'intero contratto.
    La regolamentazione è demandata ai contratti collettivi.
  • Staff leasing (lavoro in affitto o somministrazione a tempo indeterminato): per particolari esigenze tecnico-organizzative previste dalla legge le aziende possono "affittare" il lavoratore a tempo indeterminato presso agenzie specializzate. Il lavoratore è dipendente dell'agenzia e non dell'azienda che lo utilizza, che cura gli aspetti organizzativi della prestazione.
  • Il Lavoro Accessorio
    Il cd lavoro accessorio è riservato a soggetti a rischio di esclusione sociale o non ancora entrati nel mondo del lavoro o che stanno per uscirne (disoccupati da oltre un anno, disabili e soggetti in comunità di recupero, lavoratori extracomunitari nei sei mesi successivi alla perdita del lavoro, casalinghe, studenti, pensionati).
    Il lavoro accessorio può riguardare soltanto alcune categorie di prestazioni: piccoli lavori domestici o di assistenza domicilare; insegnamento complementare; lavori di pulizia e manutenzione; mansioni collegate alla realizzazione di eventi sportivi, culturali, sociali; lavori di emergenza in occasione di calamità naturali.

Il Contratto di inserimento

Destinatari del contratto sono i giovani tra i 18 e i 29 anni e soggetti in condizioni di svantaggio sociale quali:

  • disoccupati di lunga durata fino a 32 anni
  • lavoratori con più di 45 anni rimasti disoccupati
  • persone disabili
  • donne residenti in zone svantaggiate

Il contratto di Inserimento si propone di calibrare le competenze professionali del lavoratore sulle concrete esigenze dell'azienda.
Ciò deve avvenire all'interno di un progetto individuale di inserimento che può essere finanziato anche ricorrendo ai fondi per la formazione continua.

Può avere una durata compresa tra i 9 e i 18 mesi e può essere stipulato da: enti pubblici; imprese e gruppi di imprese; consorzi, fondazioni; associazioni professionali, culturali e sportive o enti di ricerca.

Nel settore privato, con l'eccezione dei contratti già stipulati e non ancora scaduti, il contratto di Formazione e lavoro viene sostituito dal contratto di Inserimento.

Apprendistato

Si tratta di una prestazione di lavoro che ha come obiettivo il raggiungimento di una qualifica professionale.
La formazione dell'apprendista avviene sia sul luogo di lavoro sia attraverso corsi esterni all'azienda e può essere considerata come parte del compenso, mentre l'altra parte consiste in un salario pari a una percentuale di quello percepito da un lavoratore qualificato di uguale livello. Il salario è quello fissato nei contratti collettivi nazionali delle singole categorie di lavoratori.

Contratto di Formazione professionale

Frequentare un corso di formazione professionale consente di ottenere una qualifica con la quale inserirsi più facilmente nel mercato del lavoro e mantenersi aggiornati rispetto alle novità di tale mercato, in continua trasformazione.

La formazione professionale è uno strumento capace di rispondere alle esigenze di diversi soggetti:

  • dei giovani, per i quali può rappresentare il coronamento del percorso formativo scolastico e/o universitario e la chiave d'ingresso nel mondo del lavoro;
  • delle aziende, che hanno la necessità di disporre di personale adeguatamente preparato;
  • di coloro che già lavorano e vogliano e debbano mantenersi aggiornati rispetto ai cambiamenti che in atto nel mondo del lavoro (per es. in materia di novità tecnologiche e informatiche).

Tempo determinato

Si tratta di un rapporto di lavoro che prevede, per contratto, un termine finale di durata.
La legge consente di apporre un termine di durata al contratto di lavoro subordinato per ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. Il contratto a tempo determinato può essere prorogato solo una volta, con il consenso del lavoratore, purché il contratto iniziale sia stato stipulato per un periodo inferiore a tre anni.

Lavoro Interinale

E' una prestazione lavorativa effettuata in quelle imprese che hanno la necessità di far fronte per un periodo limitato a un carico di lavoro superiore a quello ordinario o di sostituire lavoratori assenti.

L'impresa che ha esigenze di carattere temporaneo si rivolge all'agenzia fornitrice di lavoro temporaneo che seleziona, assume e invia presso l'impresa il lavoratore idoneo al posto per brevi, a volte brevissimi periodi. Questa particolare forma di lavoro è fondata sul rapporto fra tre soggetti:

  • il lavoratore
  • l'impresa fornitrice (agenzia) di lavoro temporaneo che colloca i lavoratori
  • l'impresa utilizzatrice

Part Time

È un contratto di lavoro subordinato, a termine o a tempo indeterminato, caratterizzato da una riduzione dell'orario di lavoro. Il rapporto di lavoro a tempo parziale si differenzia dal rapporto di lavoro a tempo pieno solo per la riduzione quantitativa dell'orario di lavoro: il lavoratore part-time deve rispettare tutte le norme relative al contratto di lavoro e il datore di lavoro deve riconoscergli tutti i diritti che gli spettano dal contratto.

La trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale e viceversa deve essere consensuale. La nuova disciplina prevede la possibilità di apporre clausole flessibili ai contratti part-time a termine.

Collaborazioni

Si tratta di rapporti di lavoro a metà strada tra il lavoro subordinato e il lavoro autonomo.
La caratteristica fondamentale del rapporto di collaborazione sta nel fatto che il lavoratore presta la propria opera in base a un incarico affidatogli dal datore di lavoro (committente), ma lo fa in autonomia.

Si distinguono due tipi di collaborazione:

  • occasionale
  • a progetto

La differenza tra i due tipi di collaborazione risiede nell'abitualità: mentre il collaboratore occasionale, una volta portato a termine l'incarico affidatogli, conclude il suo rapporto di lavoro con il committente, il collaboratore a progetto è legato al datore di lavoro da un rapporto che si protrae nel tempo.

Inoltre il collaboratore a progetto non è legato da un vincolo di esclusività, quindi è libero di attivare altri rapporti di collaborazione (l'esclusività però può essere prevista dal contratto).

Lavoro a domicilio

Sono lavoratori a domicilio coloro che, con vincolo di subordinazione, eseguono nel proprio domicilio o in un locale di cui abbiano disponibilità, anche con l'aiuto accessorio dei familiari conviventi o a carico, lavoro retribuito per conto di uno o più imprenditori, utilizzando materie prime o accessorie e attrezzature proprie o dello stesso imprenditore, anche se fornite per tramite di terzi.

Stage/Tirocinio

Il tirocinio di formazione e orientamento, regolamentato dal D.M. 142/98, offre la possibilità di alternare studio e lavoro, consentendo di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, facilitando in questo modo l'inserimento lavorativo. Le attività svolte nel corso dei tirocinii possono avere valore di credito formativo e, se certificate dall'ente promotore, possono essere riportate nel curriculum dello studente o del lavoratore.


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