È tempo di bilanci per gli obiettivi economico-sociali fissati, nel marzo del 2000, durante il vertice di Lisbona dai leader dell’Unione europea in termini di occupazione, innovazione, coesione sociale e ambiente. Tra le regioni italiane solo l’Emilia Romagna ha fatto meglio della Lombardia nell'avvicinarsi agli obiettivi 2010.
Nella valutazione delle performance va considerato che dieci anni fa i leader europei non potevano prevedere che nel 2009 si sarebbe abbattuta la più grave crisi economico – finanziaria del dopoguerra.
Le regioni italiane più virtuose nell’avvicinarsi agli ambiziosi obiettivi fissati nell'Agenda di Lisbona (che avrebbero dovuto trasformare entro il 2010 l'Unione europea nella più competitiva e dinamica economia della conoscenza) sono state, nell’ordine:
- Emilia Romagna
- Lombardia
- Valle d’Aosta
- Piemonte
- Trentino Alto Adige.
I voti dati alle regioni variano da 0 (obiettivo di Lisbona raggiunto) a 100 (massima distanza dal target).
L’Emilia Romagna ha raggiunto un punteggio pari a 29,9, la Lombardia 36,9, la Valle D’Aosta 37,7, il Piemonte 39,3 e il Trentino Alto Adige il 42,6.
Il Centro studi Sintesi per stilare questa classifica ha preso in considerazione quattro parametri:
- innovazione (rapporto tra spesa in ricerca e sviluppo e Pil e tra spesa in ricerca del settore privato rispetto al totale della R&S)
- occupazione e assistenza all’infanzia
- coesione sociale (grado di scolarizzazione, presenza di formazione continua, numero di laureati in materie scientifiche)
- ambiente (contributo delle energie rinnovabili nel produrre energia elettrica).
In Lombardia gli investimenti privati in ricerca e sviluppo, pari al 76,6%, sono superiori alla soglia del 66% fissata dall’Ue. L’Italia non raggiunge invece il parametro degli investimenti totali in ricerca e sviluppo rispetto al Pil (che era stata fissata al 3%).
I sette cluster del programma Driade
Sono quasi 250 i poli produttivi censiti dalle Regioni italiane che assorbono più della metà dell’occupazione manifatturiera italiana. In Lombardia sono 23 le aree sistema. Solo Veneto (46), Marche (30) e Piemonte (29) ne ospitano un numero maggiore. (Fonte: Fitch)
I cluster produttivi nati nell’ambito del programma della Regione Lombardia Driade, che intende contribuire al processo evolutivo del modello meta-distrettuale e sostenere l'aggregazione di sistemi produttivi e di filiere locali, sono:
- il milanese automotive, il cui capofila è il Politecnico di Milano, raggruppa 90 aziende
- sistemi per abitare sicuro, accessibile e sostenibile (capofila Comonext) è formato da quasi 150 aziende
- il network aerospaziale (con a capo l’Unione degli industriali della provincia di Varese) raggruppa più di cento aziende
- il meta distretto della cosmetica, promosso dall’Associazione italiana imprese cosmetiche Unipro
- la filiera nautica lombarda che riunisce 100 imprese (capofila Micromega Network - Moda e Industria Scrl)
- il distretto della termo elettromeccanica e forniture per l’energia raggruppa 80 aziende (capofila Euroimpresa Legnano Scrl)
- filiera integrata armi sportive di Brescia con a capo la Provincia di Brescia.
Queste aggregazioni di filiere sono state ammesse a fine 2009 alla seconda fase del progetto. Ora dovranno presentare progetti che riceveranno i finanziamenti regionali.