Nella prima metà del 2009, la produzione industriale ha subito una forte flessione, rispetto al primo semestre del 2008, in tutti i comparti di specializzazione della regione. Le esportazioni hanno registrato la contrazione più elevata dal periodo postbellico. Il tasso di disoccupazione è salito al 5,0 per cento.
In Lombardia i cali sono stati marcati in tutti i principali settori, in particolare quelli di specializzazione della regione:
- siderurgia (-15,3 per cento)
- meccanica (-12,5)
- tessile (-13,0)
- legno e mobilio (-11,1)
- gomma (-12,4)
- chimica (-8,8).
La contrazione della produzione ha comportato una forte diminuzione del grado di utilizzo degli impianti.
L’indagine della Banca d’Italia
I risultati dell’indagine della Banca d’Italia, condotta tra fine settembre e inizio ottobre su un campione di 292 imprese industriali lombarde con almeno 20 addetti, confermano il perdurare di una fase di difficoltà e ribadiscono l’incertezza sull’intensità della ripresa.
Per il complesso dei primi nove mesi dell’anno, il fatturato delle aziende lombarde è risultato in calo nel 76 per cento dei casi, rispetto al periodo corrispondente del 2008.
Nelle attese sui prossimi sei mesi, la quota di imprese che prevedono ordini in discesa è pari al 26 per cento circa. Il 68 per cento delle aziende intervistate si attende ancora un periodo di stagnazione della domanda.
La riduzione dell’utilizzo della capacità tecnica, la debolezza della domanda, l’incertezza sulle prospettive future e fattori finanziari avrebbero indotto il 45 per cento delle imprese a rivedere al ribasso la spesa programmata per investimenti nel 2009, che già scontava un calo del 15 per cento rispetto al 2008.
Per il 2010, ci si attende una sostanziale stabilità nel processo di accumulazione: il saldo tra le percentuali di previsioni di incremento degli investimenti e quelle di diminuzione diverrebbe debolmente positivo (5 punti), rispetto al valore negativo (-38) registrato nel 2009.
La quota delle imprese che prospetta di chiudere in perdita l’esercizio in corso è del 41 per cento circa, in forte aumento rispetto al 2008 (23 per cento).
Il commercio con l’estero
Nel primo semestre del 2009, rispetto allo stesso periodo del 2008, le esportazioni in valore sono diminuite del 23,7 per cento e le importazioni del 25,7.
I settori che maggiormente hanno contribuito alla diminuzione delle esportazioni e delle importazioni regionali, e che hanno principalmente risentito del calo della domanda, sono quelli dei macchinari, degli autoveicoli, dei prodotti chimici. Il tessile e abbigliamento ha fornito un ulteriore contributo negativo di rilievo alle esportazioni; computer, apparecchi elettronici ed ottici, alle importazioni.
Per quanto riguarda i mercati di sbocco, il calo delle esportazioni è maturato prevalentemente su quelli europei, intra ed extra UE, come conseguenza del peso di questi paesi sugli scambi della regione, e della forte contrazione della domanda da essi proveniente.
Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono scese del 17,7 per cento, meno di quelle verso i principali paesi europei (Francia, Germania, Spagna, Regno Unito). Le riduzioni sono state più contenute sui mercati asiatici; in particolare, il valore delle vendite verso la Cina è cresciuto del 4,1 per cento. Il peso della Cina rimane tuttavia limitato nel complesso delle esportazioni della regione (3 per cento).
Dal lato delle importazioni, sono diminuite quelle dai paesi esportatori di greggio e dalla UE, in misura rilevante dalla Germania.
Mercato del lavoro
Secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, nel primo semestre del 2009 il numero degli occupati residenti in regione è diminuito dello 0,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il calo si è concentrato tra i lavoratori autonomi, scesi del 6,3 per cento, a fronte di un aumento dell’1,3 per cento di quelli dipendenti. Il dato lombardo è migliore di quello dell’Italia nel suo complesso.
In Lombardia, la riduzione degli occupati è stata determinata dal settore dei servizi, in particolare dal commercio, dall’industria in senso stretto e dall’agricoltura.
In presenza di una crescita della forza lavoro dello 0,8 per cento, nel primo semestre dell’anno la disoccupazione è salita al 5,0 per cento, dal 3,7 nella media del 2008; il tasso di occupazione è sceso dal 67,1 al 66,2 per cento.